In occasione della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori è stata inaugurata presso l’Area territoriale di Ricerca Roma1 del CNR la piattaforma sperimentale Phytodomes, realizzata da CNR-IRET nell’ambito del progetto NBFC. Le serre sono quattro cupole geodetiche che permetteranno di studiare gli effetti dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento sulle piante e il loro ruolo nella mitigazione degli impatti ambientali e sulla salute
È stata inaugurata oggi, nell’Area territoriale di Ricerca Roma1 del Consiglio Nazionale delle Ricerche la piattaforma sperimentale Phytodomes, un progetto innovativo all’avanguardia in campo internazionale nello studio dell’impatto dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento antropico sulle piante e su come la vegetazione possa ridurne gli effetti negativi sulla salute umana e sugli ecosistemi

L’inaugurazione è avvenuta stamattina, in occasione della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, alla presenza del Presidente del CNR, Andrea Lenzi.
Il progetto – realizzato dall’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri CNR-IRET in collaborazione con Westway Architects e su finanziamento MUR-PNRR (National Biodiversity Future Center-NBFC) – ha un’elevata valenza architettonica e ingegneristica, frutto di studi approfonditi sui materiali e sulla tipologia costruttiva che lo ha reso un unicum a livello internazionale. La piattaforma costituisce un esempio di combinazione di una struttura geodetica (caratterizzata da forma semi-sferica e reticolato rigido, che garantiscono una notevole stabilità) con vetrature romboidali e sistemi avanzati per il controllo delle condizioni ambientali. Tale conformazione, a differenza delle tradizionali vetrature triangolari, permette il passaggio di un quantitativo superiore di luce all’interno della cupola, il che favorirà valutazioni più complete delle risposte delle piante allo stress ambientale.


“Grazie ai nostri studi è stato possibile realizzare quattro cupole geodetiche in alluminio estruso e vetrocamera. La più grande ha un diametro di 10 metri con un’altezza di 6,2 metri mentre le tre più piccole hanno un diametro di 4 metri con un’altezza di 3,1 metri” spiega il coordinatore del progetto Massimo Zacchini, dirigente di ricerca di IRET: “Nella cupola più grande, che sarà utilizzata quale sistema controllo, è stato installato un sistema mobile robotizzato di misurazione dei parametri legati alla fenomica vegetale che consente l’acquisizione su larga scala di dati multidimensionali sulle piante. Il sistema installato sarà in grado di restituire in tempo reale dati e immagini riguardanti la morfologia 3D e lo stato dei principali sistemi fisiologici delle piante. Le tre cupole più piccole funzioneranno come laboratori sperimentali di modifica delle condizioni climatiche e di composizione atmosferica per lo studio degli effetti del cambiamento climatico sugli organismi vegetali”.

“Questa infrastruttura sperimentale rappresenta uno strumento innovativo per lo studio di soluzioni basate sulla Natura e per la ricerca ambientale e climatica” aggiunge Carlo Calfapietra, direttore di CNR-IRET. “I dati acquisiti permetteranno di valutare la resilienza vegetale ai cambiamenti climatici e agli stress da inquinanti, proteggere la biodiversità vegetale e valutare come le piante possano aiutarci a mitigare gli effetti dell’inquinamento sulla nostra salute e quella del pianeta”.
«Trovo particolarmente significativo che, proprio in occasione della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, la nostra Area di ricerca Roma 1 di Montelibretti inauguri una struttura innovativa, che ci permette di studiare da vicino il rapporto tra piante e ambiente, come le piante reagiscano ai danni che l’attività antropica provoca negli ecosistemi e, allo stesso tempo, come possano aiutarci a fronteggiarne gli effetti.

È un esempio concreto dell’approccio One Health che caratterizza l’attività di ricerca al CNR: una visione integrata che riconosce l’interconnessione tra la salute degli esseri umani, degli animali, delle piante e dell’ambiente e che ci invita a tutelarle insieme», conclude il Presidente del CNR, Andrea Lenzi.

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